LONDRA, 23 aprile (Reuters) - Ad aprile l’attività economica della zona euro ha subito una contrazione inaspettata, con la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran che ha indebolito la domanda mentre i prezzi sono saliti vertiginosamente.
La domanda di servizi è crollata, ma è stata controbilanciata da uno slancio inaspettato del settore manifatturiero.
L’indice composito S&P Global Flash Eurozone Purchasing Managers’ Index (Pmi) è sceso a 48,6 ad aprile da 50,7 a marzo, ben al di sotto delle aspettative di un calo più modesto a 50,1 secondo un sondaggio Reuters.
Si tratta di un valore inferiore alla soglia di 50,0 che separa la crescita dalla contrazione.
"La zona euro sta affrontando difficoltà economiche sempre più gravi a causa della guerra in Medio Oriente, il che rappresenta un grande grattacapo per i responsabili politici", ha affermato Chris Williamson, capo economista aziendale di S&P Global.
"Nel frattempo, le sempre più diffuse carenze di approvvigionamento minacciano di frenare ulteriormente la crescita, aggiungendo ulteriore pressione al rialzo sui prezzi nelle prossime settimane", ha aggiunto.
Da quando il conflitto è iniziato quasi due mesi fa, i prezzi dei carburanti sono saliti alle stelle. L’indice dei prezzi dei fattori di produzione è balzato da 65,3 a 68,4, ai massimi da fine 2022.
Un indice relativo al settore dei servizi nell’Unione è sceso da 50,2 a 47,4, ben al di sotto della previsione mediana del sondaggio Reuters, che indicava un calo più moderato a 49,8.
La domanda di servizi ha registrato il calo più marcato da ottobre 2023. L’indice dei nuovi ordini si è attestato a 46,3 da 48,6 il mese scorso.
Il Pmi manifatturiero è stato di 52,2, in aumento rispetto a 51,6 a marzo, smentendo le aspettative del sondaggio che prevedeva un calo a 50,9. L’indice che misura la produzione è salito da 52,0 a 52,2.
(Tradotto da Jasmine Mazzarello, editing Stefano Bernabei)